Yvan Sagnet, protagonista delle lotte al caporalato, arriva in Liguria!

  • Un doppio appuntamento in questa prima settimana di marzo per Yvan Sagnet,  tra i primi a denunciare i danni del caporalato in Italia. Venerdì 3 marzo sarà a Savona dove la sua testimonianza verrà ascoltata da 500 studenti delle scuole superiore durante la mattinata e dal pubblico cittadino in serata per il primo appuntamento del  percorso Storie di questo Mondo condiviso con il Coordinamento Provinciale di Libera Terra e Caritas Savona dove verrà presentato anche il progetto SaluzzoMigrante che da ormai tre anni lavora a fianco dei lavoratori agricoli stagionali della Provincia di Cuneo per il rispetto dei diritti e della legalità nei campi.

    Sabato 4 marzo si sposterà invece a Genova invitato all’interno dell’iniziativa Cento Passi Verso il 21 Marzo – XXI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA MAFIA”. Sarà presente all’incontro Stefano Busi, referente di Libera – Liguria.

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    Jean Pierre Yvan Sagnet nasce in Camerun nel 1985 e giunge in Italia nel 2008 con un visto di studio, per iscriversi alla facoltà di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Torino, dove si laurea nel 2013. Portavoce dello sciopero dei braccianti africani contro i caporali nel luglio 2011 alla Masseria Boncuri nelle campagne di Nardò, è autore di “Sulla pelle viva”, “Ama il tuo sogno” e “Ghetto Italia”.

    E’ stato recentemente insignito dal Presidente Mattarella dell’onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, per il suo contributo all’emersione e al contrasto dello sfruttamento dei braccianti agricoli.

    Dalla Puglia al Piemonte, passando per la Lucania, il Lazio e la Campania, i braccianti immigrati sono sempre più spesso vittime di un caporalato feroce, che li rinchiude in veri e propri “ghetti a pagamento”, in cui tutto ha un prezzo e niente è dato per scontato, nemmeno un medico in caso di bisogno.

    Questa brutale realtà la conoscono in pochi, taciuta dalle istituzioni pubbliche locali, dal sistema agricolo italiano, dalla piccola e media distribuzione e dalle multinazionali dell’industria agroalimentare, che si servono di questa forma coatta di sfruttamento, imponendo un ribasso eccessivo dei prezzi dei prodotti. Si tratta di un complesso sistema criminale in cui a rimetterci sono solo i braccianti, costretti a pagare cifre impensabili per vivere stipati in baraccopoli insalubri, lontano da qualsiasi forma di civiltà.


    28 febbraio 2017 | Scritto da: sara | Tag:

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